Acta est fabula.

scritto da Michele 57
Scritto Ieri • Pubblicato 9 ore fa • Revisionato 9 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Michele 57
Autore del testo Michele 57

Testo: Acta est fabula.
di Michele 57

Già vi ho proposto alcune fra le mie composizioni in prosa; nel caso decidessi mai di raccoglierle, per poi procedere ad una pubblicazione, questa pagina ne costituirebbe l'epilogo finale ...

ACTA EST FABULA.

Nel silenzio dell’ultima pagina, quando anche le parole sembrano aver compiuto il loro cammino, rimane soltanto il fremito tenue del passo discreto d’un attimo che si ritrae, sussurro di quell’onda che non intende più volgersi alla riva.

Le figure che hanno attraversato queste pagine – i sogni, i bambini, gli aedi, le ombre, le memorie, e gli oggetti fedeli – si dissolvono ora lentamente, nei veli stessi di quella bruma dalla quale erano sorti, lasciando, dietro di loro, soltanto un lieve eco, tanto simile ad un richiamo che quasi non domanda una risposta.

Così, nel punto in cui la narrazione si arresta, l’autore si scopre nuovamente viandante solitario sul cammino dell’esistenza, non più intento ad evocare apparizioni, ma soltanto a custodire, nel suo logoro fardello, quel residuo di luce che ogni storia, anche la più minuta, ha saputo affidare a chi l’abbia letta.

E mentre la sera s’attarda, chiudendo senza fretta il suo sipario, ci rimane soltanto la certezza che tutto ciò che è stato narrato non è definitivamente scomparso, ma si è semplicemente ritirato nell’ombra, nell’attesa di poter essere chiamato ancora.

Questo, poiché ogni forma, anche quando paia definitivamente voler svanire ai nostri occhi, pure, continua a vivere un’ultima volta, nel ricordo di chi l’abbia amata.

E, in fondo, non è forse proprio questo il destino più gentile, che il Tempo possa concedere alle cose?

Acta est fabula. testo di Michele 57
3

Suggeriti da Michele 57


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Michele 57